Vinitaly 2026 si tinge di …. Rosso Piceno SUPERIORE
All’interno del padiglione sette del Vinitaly 2026, nell’area occupata dalle aziende marchigiane supportate dalle Regione e dai Consorzi di tutela, sin dal primo giorno l’attenzione si è incentrata sul colore rosso: quello del Rosso Piceno Superiore.
Il Consorzio di tutela dei Vini Piceni ha voluto coinvolgere l’Associazione Italiana Sommelier ETS Marche per raccontare in una master class la storica denominazione Picena.
Alle ore 14:45 di domenica 12 aprile all’interno della Sala Raffaello dopo la presentazione del nuovo logo del Consorzio Piceno, Marica Spuria Delegata di Ascoli Piceno e Stefano Isidori Presidente Regionale dell’AIS ETS Marche hanno condotto la degustazione.
Dopo i saluti di Armando Falcioni e Simone Capecci, rispettivamente Direttore e Presidente del CVP, sono iniziati i lavori.
Il Rosso Piceno DOC è la denominazione che più di ogni altra racconta la storia enologica del territorio marchigiano. Accanto c’è il Rosso Piceno SUPERIORE che nasce in un’area più circoscritta e rappresenta non un semplice “livello superiore” (così come indica la menzione legislativa), ma l’espressione di un micro territorio che dona sfumature distintive al blend di uve utilizzare per questo vino: montepulciano e sangiovese.
Il montepulciano, ampiamente diffuso sulla costa adriatica dall’anconetano al Gargano, è un vitigno tardivo, matura tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Ha buccia consistente, polpa succosa, leggermente rosata, di sapore semplice. In vinificazione sviluppa sentori fruttati di mora, amarena e prugna, floreale di viola e rosa, meno incisivo lo speziato e con il tempo si arricchisce di note balsamiche di erbe officinali. Il tannino è ben presente a costruire una densa struttura.
Il sangiovese, ampiamente diffuso in Italia con diversi biotipi, è un vitigno molto vigoroso. La buccia è consistente e la polpa succosa color rosa. I caratteristici profumi ricordano il floreale della violetta, dell’iris, della rosa e della peonia, il fruttato di ciliegia, di amarena, di mora e prugna. L’incisiva acidità gli dona piacevolezza gustativa e snella struttura.
Quello che incide maggiormente nel determinare le diversità del nostro vino è il territorio Piceno, quel lembo di terra che contraddistingue le provincie di Ascoli Piceno e Fermo.
Attraversato dal 43° parallelo, i colli piceni si distendono dal mare Adriatico al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Un territorio prettamente collinare con un’alta percentuale di aree montuose (Monte Vettore 2476 m) e un’ampia fascia preappenninica (Monte Ascensione 1108 m). I terreni, prevalente argillosi, sono frammisti a tratti da calcare, sabbia e limo. L’altimetria varia dagli 80 ai 700 metri sul livello del mare. Il clima, prevalentemente mediterraneo, anche se le ultime annate sono molto variabili.
Già in epoca romana Plinio e Columella parlavano dei vini del Picenum come delicati d’aroma e saporosi nel gusto. Ma è Andrea Bacci, archiatra pontificio, che nel 1596 pubblica l’opera “De Natualis vinorum historia”: trattato in sette volumi nei quali racconta il mondo del vino di allora. Nel V libro “de vinis Italiae” introduce “in Picenis”, dopo aver tracciato un profilo storico citando Plinio (vini generosi) e Santambrogio (vini preziosi) parla di Ascoli Piceno e dalla valle del Tronto “dove si producono vini assai potenti, specialmente nelle zone dove giunge l’area del mare”.
Il ROSSO PICENO SUPERIORE nasce in un’area circoscritta di soltanto quattordici comuni in provincia di Ascoli Piceno. Le uve devono essere raccolte in una zona delimitata dal Mare Adriatico a est, dal confine con Grottammare a nord, il fiume Tronto a sud e al confine comunale di Ascoli Piceno e Appignano a ovest. I terreni, avendo tessitura prevalentemente argillosa, conferiscono al vino colori particolarmente luminosi, importante struttura e longevità. Terre abbastanza profonde, con un buon contenuto di AWC (Available Water Content) che assicurano un buon contenuto di umidità; l’acqua in eccesso è drenata per effetto delle pendenze e della buona permeabilità. I caratteristici canyon calanchivi con pendenza superiore al 30%, dominati da falesie argillose alte fino a 100 metri creano uno scenario fiabesco.
La degustazione
Rosso Piceno superiore Picus 2023 Simone Capecci.
Ci troviamo a San Savino di Ripatransone (circa 300 metri slm). Su terreni argillosi – limosi, crescono le viti dove sono raccolti i grappoli di montepulciano (70%) e sangiovese (30%). Il mosto fermenta acciaio dove macerano le bucce per 14 giorni. L’affinamento si tiene in botti di rovere 12-15 mesi. Luminoso rubino, intenso di frutti rossi, ciliegia e prugna, floreale di viola e cenni speziati. Sorso vigoroso, fresco e corposo.
Rosso Piceno superiore ORO 2022 De Angelis.
Anch’esso blend di montepulciano 70% e sangiovese 30%, le uve sono raccolte nei vigneti di proprietà tra Castel di Lama e Offida, su terreni di medio impasto tendente all'argilloso. Il mosto svolge la fermentazione e la macerazione in tini d’acciaio per circa 15 giorni. Segue un affinamento in botti di rovere da 30 hl e barrique per circa 15 mesi. Rubino saturo e luminoso, ciliegia e fragolina di bosco, viole e liquirizia a rendere elegante il profilo olfattivo. Avvolgente sorso in equilibrio tra tannini e alcol.
Rosso Piceno superiore 2022 Podere 72 Poderi San Lazzaro.
Siamo ad Offida su colline prevalentemente argilloso calcaree. La loro scelta è quella di un blend perfetto 50/50 montepulciano sangiovese fermentato in acciaio con frequenti rimontaggi. L’affinamento avviene in barrique per 16 mesi. Profondo rubino con note di frutta matura, more e prugne, cenni floreali e spinte empireumatiche di cacao e liquirizia. Sorso sostenuto da volume alcoli e freschezza tannica.
Rosso Piceno superiore Il Caimano 2022 Villa Piatti Collevite Cantine della Marca.
Tra Monsampolo del Tronto e Offida, su terreni argilloso calcarei, maturano le uve di montepulciano (80%), sangiovese (10%) ed altre che sono fatte fermentare in acciaio per 15 giorni. Il vino affina in botti di rovere per 12 mesi. Intenso rubino con profumi che spaziano tra amarene, ribes e prugne con toni empireumatici di cioccolato e cocco. Sorso corposo ed equilibrato.
Rosso Piceno superiore Roggio del Filare 2022 Velenosi.
Le vigne si trovano a Castorano e il blend è composto da montepulciano (70%) e sangiovese (30%). Per 28 giorni le bucce macerano durante la fermentazione alcolica. Il vino affina in barrique nuove per circa 18 mesi. Rubino saturo con sfumature granate. I profumi sono variegati e si snodano su frutti maturi, prugna e ciliegia, bouquet speziati, floreali e balsamici che ricordano note mentolate. Grande armonia al gusto con trama tannica e avvolgente armonia.
Rosso Piceno superiore Castellano 2022 Cantina dei Colli Ripani.
Le uve per questa selezione arrivano da diversi appezzamenti collocati sulle colline argilloso sabbioso di Ripatransone. Il blend è composto dal 70% Montepulciano 30% Sangiovese e fermenta in acciaio per 28 giorni con la macerazione delle bucce. Dal bel color rubino, si apre su sentori di frutti rossi in confettura, prugna e amarena, spezie e leggere boisé. Raffinato ed elegante il sorso.
Rosso Piceno superiore Vigna Messieri 2022 Tenuta Cocci Grifoni.
Dalla storica Vigna Messieri posta proprio di fronte alla cantina a Ripatransone, sono raccolte le uve di questo “superiore”. Perfetto equilibrio di montepulciano e sangiovese che crescono su terreno argilloso esposto a sud-est. La macerazione si svolge in acciaio per circa 10 giorni dove fermenta. L’affinamento è in botti da 50 ettolitri per 18 mesi. Rubino profondo. Lavanda, viola e rosa aprono la dinamica dei profumi che prosegue su toni tostati di cacao, fruttati rossi in confettura e chiusura balsamica. Il sorso appaga, perfetto dualismo tra trama tannica e avvolgenza calorica.
Rosso Piceno superiore Morellone 2020 Le Caniette.
Rimaniamo a Ripatransone per l’ultimo assaggio. Su un terreno sciolto con presenza di calcare che volge le pendenze al mare, l’azienda sceglie di vinificare il 70% montepulciano e il 30% sangiovese in acciaio con una macerazione non più lunga di dieci giorni. L’affinamento è lasciato alla barrique per 24 mesi. Lucente rubino con sentori che virano dai frutti rossi maturi alla fragranza floreale della viola e dell’iris. Delicate speziature di vaniglia, liquirizia e cardamomo a sugellare un sorso tonico, suadente ed energico.
Questo è il Piceno: un luogo senza tempo dove lasciarsi trasportare dalle emozioni.
Stefano Isidori
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